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Riprese di un nuovo filmetto italiano nella mia città.

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In un momento di relax, il noto attore protagonista si protegge viene protetto dai raggi del sole. Da una che avrà studiato – anni – qualche stimolantissima scienza/ arte astratta e bellissima, una che oggi “lavora nel cinema” e che di certo ha (ancora) grandi sogni e prospettive davanti.

Non come te, che qualche bivio molto fa per innata codardia e altrui senso del dovere hai imboccato una strada che ti ha resa l’omino di latta del Mago di Oz: arrugginito, immobile e senza più un cuore.

È quindi per invidia – purissima – che parlo.

Eppure, all’ennesimo sorso alla cicuta di rancore e rimpianto, non posso non pensare che in fondo differenza non c’è.

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E del quadro, cambia solo la cornice.

 – Lei –

“Democrazia Sospesa” dice lui.

In coma farmacologico, dico io, per proteggerla da ulteriori traumi.

Governo tecnico, governo politico…

1) L’elettorato italiano è composto per circa il 60% da bambini (culturalmente, intellettualmente, moralmente, ecc.) [dati IPDM] incapaci di valutare e scegliere il meglio per se stessi.

2) Il meccanismo piacere-dolore è diverso dal concetto più elevato di bene-male. Esempio: il bambino (l’elettore medio italiano) ha mal di denti a causa di una carie in stato avanzato. Il Dentista gli assicura che dopo un po’ di dolore, starà definitivamente meglio e più a lungo e gli consiglia un piano di igiene orale costante. Il bene, in questo caso, passa attraverso il dolore dell’intervento e della cura e nel fastidio del mantenimento di abitudini sane.

3) Se dipendesse dal libero arbitrio del bambino, dal dentista non ci andrebbe mai, ma preferirebbe fonti più immediate di piacere e gratificazione, in attesa della catastrofe definitiva e irreversibile.

4) Se la sopravvivenza (sussistenza quotidiana) del dentista dipendesse dal bambino, il medico non gli prescriverebbe nessuna cura dolorosa ma ne asseconderebbe il suicida, istintivo e irrazionale impulso di fuga dal dolore. Pur di essere pagato, si renderebbe complice di una scelta sbagliata. (Le eccezioni dovute ai rarissimi idealisti-martiri non fanno statistica).

5) Il politico dipende dalla maggioranza degli elettori.

6) Se gli elettori italiani fossero in grado di scegliere il proprio bene e quello collettivo, non ci sarebbe alcun problema, invece, purtroppo oggi… Vedi il punto 1)

7) nessun politico (in Italia, oggi) proporrà mai il Bene del paese, dato che questo comporterebbe una cura spiacevole, con conseguente perdita di voti.

8 ) I tecnici sono indipendenti dal ricatto del voto (sono professionisti i cui introiti non dipendono dall’essere eletti nè dal godere dei favori dei partiti) quindi – se onesti e in buona fede – sono in grado di curare i denti marci a costo di dolori momentanei.

9) fino a che la maggioranza dell’elettorato italiano non si evolverà, il governo tecnico dei migliori (eh, già, però  antidemocratico) sarà di gran lunga superiore a qualsiasi governo politico (democraticamente eletto).

e dacci oggi

O Immenso e Onnipotente Nume Tutelare dell’Italo Suolo e delle Itale Genti,

Tu, che con alterne fortune vegli su di noi dall’epoca di Enea a quella di Silvio, passando per Roma antica, per la tuttora invitta peste vaticana e per Firenze della Rinascenza, ascolta la mia supplica.

Distruggi e cancella per sempre dalla nostra vista e dal nostro ricordo (lascio a Te, o Divino e alla Tua Ineffabile Creatività, la scelta del modo) il PdL e le costellazioni che intorno ad esso ruotano (veline, strisce, gerriscotti, televisionari, burocrati e miracolati vari inclusi), il Giornale, Libero, GiulianoFerrara, Sallusti, Feltri, la Santanchè, le carfagne, le gelmine, le orfanelle, Cicchitto, La Russa …. (ad libitum) … la TrogloLega e tutto il circo di questo ultimo ventennio da cancellare, Vendola, Rizzo, Rifondazione e i sedicenti comunisti ormai incapaci di riconoscere il Vero Bene Comune, Di Pietro & co. , Grillo e gli ex sfigati adolescenti che adesso fanno gli arrabbiati cronici, i complottisti de noantri che vedono fantasmi e teschi ad ogni angolo di via, gli invidiosi (che titolano “I Secchioni” parlando del primo governo realmente competente che l’Italia abbia mai avuto a mia memoria), gli imbecilli (che titolano “I Nuovi Padroni” nella speranza di mobilitare i loro lettori contro i presunti usurpatori e non si accorgono così di suggerire una fantastica domandina: Chi sono i vecchi?), i pessimisti cronici con la speranza atrofizzata e la lamentela automatica, gli imbecilli populisti che invocano le elezioni (dimenticando che Berlusconi e i suoi – ci piaccia o no – sono stati eletti senza brogli e sostenuti in tutti questi anni dagli elettori) e tutti  i potenziali rompipalle in grado di ostacolare l’azione del nuovo governo. BASTA! BASTA PER SEMPRE CON QUESTA MERDA E CON LE PUTTANE DI REGIME CHE CE LI PROPONGONO FINO ALLA NAUSEA IN TELEVISIONE! UN SILENZIO PURIFICATORE! LIBERACI PER SEMPRE DALLE LORO VOCI ODIOSE E DALLE LORO FACCE PUTRIDE!

A nome di tutti quelli che conoscono le condizioni di vita e di lavoro dei paesi europei civili e moderni (Spagna inclusa), Io ti prego umilmente, fa’ che l’Italia diventi un protettorato europeo, fa’ che i politici di professione scompaiano fino a che non ricordino che il loro ruolo reale è quello di servire i cittadini, fa’ che la nostra amata Italia abbia governi tecnici per i prossimi dieci anni almeno e che i professionisti, formatisi al di fuori delle clientele e delle baronie rette sul nepotismo e sui favoritismi dal dopoguerra ad oggi, ne reggano le sorti e la portino ad essere finalmente un paese moderno di cui andare fieri!

In culo a tutti i malati di irrazionale orgoglio nazionale che si sentono rodere il culo per le risatine franco-tedesche!

È come se un ammalato di cancro si incazzasse col medico che gli comunica la diagnosi. “Io rivendico la mia dignità di essere sano!”. Ma vaffanculo, coglione! Crepa!

Questo paese ha una malattia antica. Così antica che Mazzini e Garibaldi ne rifiutarono dolorosamente la paternità.
“Tutt’altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa, miserabile all’interno e umiliata all’estero” (G.G.)

La cura dev’essere drastica, inflessibile, prolungata.

Non è questo il miglior governo in assoluto, ma è il migliore in cui potessimo sperare in questo momento.
È una grazia dal cielo.
Considerando che l’alternativa avrebbero potuto essere un governo Letta (…) o le elezioni.
È doloroso ma inevitabile ammettere che in Italia la maggioranza degli elettori non è politicamente e socialmente evoluta e NON MERITA IL DIRITTO DI VOTO.
Io non credo nella democrazia se il popolo non è maturo (e 17 anni di berlusconismo mi danno ragione e dimostrano che quello italiano non lo è).
Se fossimo andati al voto, il risultato sarebbe stato un immobilismo da anni ’80, con ogni puttanella di partito a rivendicare il suo quartino di potere. Conseguenze per noi? Merda a secchiate.

Io sono grato a Monti, a Napolitano e ad un esecutivo composto da persone (sulla carta, ma – fino a prova contraria – non ho motivi di dubitarne) competenti ed esperte.

Affido la nostra povera, ferita, amatissima Italia nelle tue mani, o Potente Nume e spero che dopo questa lunga e penosa malattia ci risveglieremo tutti più adulti, reponsabili, Migliori.

AMEN

   

letture consigliate:

http://www.salvatorebrizzi.com/2011/11/la-megliocrazia.html

http://cronologia.leonardo.it/gariba2/gar57.htm

Caprera, 24 Settembre 1880. Ai miei elettori del 1° collegio di Roma. E’ con dolore che io devo riunciare a rappresentarvi nel Parlameuto. Con l’anima sarò con voi fino alla morte. Oggi però – non posso più essere tra i legislatori – in un paese ove la libertà é calpestata, e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti e ai nemici dell’unità d’Italia – per la quale sono seminate le ossa dei migliori dei suoi figli, su tutti i campi di battaglia – in sessant’anni di lotta. Tutt’altra Italia io sognava nella mia vita, non questa, miserabile all’ interno ed umiliata all’estero – ed in preda alla parte peggiore della nazione. E non vorrei che il mio silenzio s’interpretasse come un’affermazione dell’ inqualificabile contegno degli uomini che governano il nostro paese. Al suffragio universale – e non ai voti di pochi privilegiati – si addice il compito di mandare a rappresentarla uomini che possano e vogliano fare la grandezza e la prosperità della grande patria italiana. Deputato o no – sarò sempre per la vita, vostro GIUSEPPE GARIBALDI.

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