Disclaimer 1  –  Nessuno si senta offeso: queste note non hanno neppure lontanamente pretesa di generalità; nè sono – neppure velatamente – l’attacco ad una categoria; raccontano solo un’esperienza. Una brutta esperienza. Forse particolarmente sfortunata e non ancora conclusa.

Disclaimer 2 – Sono molto arrabbiato e ho voglia di litigare, per cui le righe che seguono trasudano odio; se ne sconsiglia la lettura ai troppo sensibili, agli avvocati delle cause perse, i tuttologi e agli amanti del quieto vivere. Dal testo sono state eliminate parolacce e bestemmie. Nel testo originale, abbondavano.

Disclaimer 3 – Nulla è stato inventato.

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Prologo: dolore acuto (inizialmente alla gamba sinistra, ora anche la destra),  che dura da mesi. Causa probabile: una o più ernie lombari (forse recidive).

Inizia la solita trafila: neurologi, neurochirurghi, ortopedici, specialisti del dolore, medici di base, medici consigliati dall’amico dell’amico, specialisti in questo e quello; segue un florilegio delle risposte.

Premessa: Le frasi seguenti non sono state pronunciate da sciamani del Borneo, ma da medici regolarmente iscritti all’ordine, alcuni dei quali sono anche famosi e prestigiosi “nomi”, come si dice.

Iniziamo dal più famoso di tutti: [senza esaminare neppure la risonanza e senza visitare] “La causa è chiaramente il sovrappeso” (n.d.r. : qualcuno insegni a questo signore e a quelli che ragionano come lui il metodo scientifico e la differenza tra “causa”, “concausa” e “fattore aggravante”; se lui avesse ragione, i magri non soffrirebbero né di ernie né di sciatalgia. Ma proseguiamo) “premesso che l’intervento non è risolutivo, se lei non perde peso, io non la opero.”

All’obiezione: ma il dolore mi impedisce di fare attività fisica e con la sola dieta i tempi sarebbero più lunghi, cosa faccio col dolore?, risponde sbrigativo: “se lo tenga”. Testuale. (Forse questo signore era assente alle lezioni di umanità e solidarietà, e il giuramento di Ipocrita lo ha pronunciato pensando alle barche e alle ville che il camice gli avrebbe fruttato).

Io personalmente gli ho augurato che il suo immacolato camice fosse stato tessuto dal centauro Nesso (sì, sono vendicativo, e allora?).

Andiamo avanti con il florilegio.

– “La causa del dolore (acutissimo e a tratti invalidante. n.d.r.) non è l’ernia. Se lo fosse, lei non potrebbe compiere i seguenti movimenti. Vede? La causa è certamente un’altra. Vedrà che con il mio trattamento risolveremo”. (e già, e invece…)

– “Non si operi. I rischi sono altissimi. Il problema è sistemico: con questa cura di integratori, in un anno, un anno e mezzo al massimo, starà benissimo e non avrà mai più recidive” (n.d.r. Sì, dottore, io sarei anche d’accordo con te, ma intanto? Che faccio col dolore? Crepo?) “Sono 180 euro. Più gli integratori, ovviamente”. Ovviamente.

– “La causa è meccanica. Servono dei trattamenti di osteopatia. Rimettendo a posto gli organi interni, la colonna si aggiusterà e il dolore scomparirà”. (Va bene, mi hai convinto, davvero, quando iniziamo?) “Il 3 dicembre”. (il 3 dicembre?! E fino ad allora?) “si prenda un blando antinfiammatorio” (n.d.r. ovviamente abbiamo provato di tutto, perfino il cortisone ad alti dosaggi senza esiti. È bello come ti trattino tutti come fossi un perfetto deficiente nato ieri.)

– “Le hanno sbagliato la risonanza: l’ernia è a destra non a sinistra…”

– “Non è l’ernia, è l’edema causato dall’ernia.”

– “Non è l’ernia, è la cicatrice dell’intervento che ha subito nel 2000.” (che si risveglia dopo 13 anni?! mah…)

– “Lasci perdere queste sciocchezze! La soluzione sono le iniezioni di ozono. Vedrà che risolvono”. (siamo a 3 e non c’è neppure una lieve diminuzione del dolore. Ma pare che occorra farne di più. Speriamo… )

– La Radiofrequenza!

– La Magnetoterapia!

– Questo rarissimo preparato omepatico!

– Vitamine per il nervo!

– Il Magnesio!

– L’olio di pesce!

–          …

A questo punto, io da profano contadino ignorante quale sono, che assisto impotente e col cuore spezzato  a tutta questa sofferenza misteriosa e apparentemente invincibile, sono arrivato alle seguenti, personalissime, parziali, squilibrate, soggettive, opinabili, temporanee… e quasi certamente errate deduzioni:

– La medicina (almeno per come l’ho conosciuta attraverso i soggetti citati) non è una scienza. Ma una tecnica empirica.

– I medici (o almeno, questi medici) – come nell’antica Cina – andrebbero pagati solo ad esito raggiunto

– Ai medici (o almeno, a questi medici) dovrebbe essere insegnata l’umiltà (o meglio l’onestà)  di dire: “non lo so, non so che pesci pigliare, non ne ho idea, il mio è solo un tentativo, non sono sicuro, ho sbagliato, non ce l’ho fatta, mi arrendo”. E invece non fanno altro che parlare male dei colleghi e vantarsi dei propri successi.

– Last but not least, abbiamo (quasi) finito i soldi. Sì, perché tutto questo giochetto non solo non è gratis ma è anche parecchio caro.

A questo punto, la soluzione è una sola: riedifichiamo i templi dedicati ad Asclepio e a Serapide (no, non sto scherzando) e supplichiamoli di ritornare su questo miserabile pianeta per illuminare le cervici (e i cuori) di questi cerusici e cavadenti.

PS: c’è mica un medico in sala? Anzi, come diceva il mugnaio di Potsdam, “Ci sarà pure un medico a Berlino!”

 

Lui

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