Amica dei giornipiùlieti, di tuttimieisegreti, ricordi quando eri zoccola et inter nos si discettava di masculi, dottrine e pratiche erotiche,  confrontando misure-durata-maestria-fantasia?
Dove sei?
Dov’è il negro che t’in***lò? Il Gran Stronzo che t’ingannò? L’inattesa tripletta, dov’è?
 

Mi affliggi col sacro triduo poppate-pannetti-pappe, prima ancora mi asfissiavi in qualità di esperta vestito-invitati-bomboniere,  poi l’assillo della scelta mattonelle-vieni con me all’Ikea- meglio etnochic o country?
 
Amica che eri divertente e spregiudicata e interessante, mi interessi come il discorso del presidente a Capodanno, come l’Urbi et Orbi del Papa, come il Bollettino del Mare via radio.
 
Da germe di infinite possibilità a imballaggio omologato in serie, formato standard.
Zero rischi, chissà se zero rimpianti.
 
Amica che un tempo ridevamo, richiamami tra 20 anni, quando (se) ti ricorderai di te, quando il sacrofruttodelventretuo non avrà né tempo per te, né più bisogno.
(Io, intanto, cambio numero.)

Lei

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