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a me LEFAMIGLIE

fanno vomitare!

ho trovato

finalmente!

una cura sopraffina

al mio odio

per i minori

di anni diciotto:

un’arma

di distruzione di massa

di sicuro effetto.

Che l’apocalisse abbia inizio!

«STER-MI-NA-RE!»

 

approfondimenti:
http://thepaganandthepen.wordpress.com/2010/03/10/i-prefer-the-term-child-free/

 

trovatemi,

vi prego,

il primo della fila.

sparategli in testa;

bruciategli la macchina

grazie.

 

Cammina! CAZZO!

Altro che fari allo Xenon.

Un cannone fotonico negli abbaglianti voglio!

Per vaporizzare il coglione ritardato che si sta chiedendo a che servirà mai il terzo pedale sulla destra.

 

per esempio: http://cinturaneracatechismo.blogspot.com/2011/05/fenomenologia-del-vecchio-col-cappello.html

  

come dice giustamente lui, almeno metà del problema origina tra le mutande dei maschi.

Oggi, ore 8:30  corsia di destra dedicata a chi – ma guarda un po’?! – deve svoltare a destra, occupata da tutti i furbi che anzichè ordinarsi in fila nella corsia corretta, guadagnano la pole position e con essa preziosi secondi per arrivare a destinazione.
Oh, che questi son tutti cardiochirurghi, un minuto può essere prezioso!
(ovviamente IO avrei dovuto girare a destra).

Poteva mancare dopo 2 minuti il genio che ti supera trafelato a warp 3 come avesse la nonna partoriente agli sgoccioli, e dopo quattrocento metri lo vedi che rallenta, accosta e parcheggia ?
(mah… ?! Boh… )

La seconda metà delle mie imprecazioni in scatola è dovuta a loro, e troppi ne hanno scritto a riguardo, quindi qui ne riportiamo solo un saggio: “L’impedita : La donna impedita è il più classico soggetto di “donna al volante pericolo costante”. La donna impedita è maledettamente impaurita dal mezzo, come se dentro la macchina ci fosse una sorta di anima ribelle, che potrebbe liberarsi in qualsiasi istante e fare si che la macchina si rivolti contro il pilota; segue quindi che a causa di questa paura vada a velocità estremamente basse, impieghi circa 15 minuti per effettuare una svolta o entrare in una rotatoria, e non usi assolutamente mai la retromarcia per fare una qualsiasi manovra, anche se di bassa difficoltà, senza aver almeno chiesto aiuto tutte le persone che ha visto nelle vicinanze.” (fonte: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Automobilista)
Il caso della madre di famiglia che guida cucinando lo studiamo un’altra volta…

chiosa: io li odio tutti.

Amica dei giornipiùlieti, di tuttimieisegreti, ricordi quando eri zoccola et inter nos si discettava di masculi, dottrine e pratiche erotiche,  confrontando misure-durata-maestria-fantasia?
Dove sei?
Dov’è il negro che t’in***lò? Il Gran Stronzo che t’ingannò? L’inattesa tripletta, dov’è?
 

Mi affliggi col sacro triduo poppate-pannetti-pappe, prima ancora mi asfissiavi in qualità di esperta vestito-invitati-bomboniere,  poi l’assillo della scelta mattonelle-vieni con me all’Ikea- meglio etnochic o country?
 
Amica che eri divertente e spregiudicata e interessante, mi interessi come il discorso del presidente a Capodanno, come l’Urbi et Orbi del Papa, come il Bollettino del Mare via radio.
 
Da germe di infinite possibilità a imballaggio omologato in serie, formato standard.
Zero rischi, chissà se zero rimpianti.
 
Amica che un tempo ridevamo, richiamami tra 20 anni, quando (se) ti ricorderai di te, quando il sacrofruttodelventretuo non avrà né tempo per te, né più bisogno.
(Io, intanto, cambio numero.)

Lei

una volta credevo nella lotta contro la stupidità.
nella lotta attiva intendo, combattuta a colpi di dialogo, di argomentazioni, di disamine, di controargomentazioni, di logica, di buon senso.
oggi, mi sono tristemente arreso
e ho abbassato il tiro
combatto la mia personale battaglia contro gli stupidi
singolarmente
eliminazione fisica
uno per uno

(dalla mia vita intendo, eh, brigadie’)

a me piace il porno.
parecchio.
o forse dovrei dire che mi piaceva.
oggi, il porno, non mi piace più.
e non è perchè sono diventato grande.
è cambiato lui.

oggi esistono le categorie, ognuno ha i suoi gusti e non si discute.
come diceva benigni: quando si tratta di godere, va bene tutto…
magre, grasse, giovani, in due, in tre, coi giocattoli, bianche, nere, sposate…
e siamo d’accordo.

ma mai avrei potuto immaginare che la navigazione tra siti porno di un vecchio maiale avrebbe potuto trasformarsi in un’analisi sociologica di respiro, a quanto pare, globale.

la legge dei grandi numeri dice che, se scegli un campione sufficientemente grande di qualunque cosa, per esempio esseri umani, a meno che una categoria non prevalga sulle altre, alla fine avrai più o meno lo stesso numero di individui per ogni caratteristica: biondi, mori, bianchi, neri, grassi, ecc…
se invece una caratteristica è più diffusa delle altre, allora, nel conto finale, troverai un maggior numero di oggetti, in questo caso, individui, con quella caratteristica. Per capirci, ci saranno pochi pigmei e vatussi e molti di altezza media.

Ma torniamo ai nostri pornazzi.

Nessuna meraviglia di trovare ogni tanto i freaks, i coprofagi, i sadomaso estremi, gli amanti della vecchina della lavazza che lo lecca a capitan findus… gusti, dicevamo. va tutto bene.

Solo che quando ti accorgi che l’elemento dominante, quello che ricorre più frequentemente (l’altezza media dell’esempio precedente) è il seguente: teen (a volte barely legal), dotate di piercing e tattoo, che in equilibrio su brutti trampoli con le doppie zeppe, e delle unghiacce fasulle e laccate, vengono brutally f***d contro la loro volontà (si tratta – presumo e spero – di simulazioni ad uso e consumo del pubblico), mi fermo perplesso.

Mi sento antico, morigerato, mi si sgonfia la frenesia, si affloscia il brivido, si rimpicciolisce la libido, reclina mesto il capino il desiderio.
Ma che succede al mondo?
Se è vero che l’offerta si adegua alla richiesta, è questo che piace adesso ai maschietti?
Queste lolite scheletrine addobbate di ferraglia e murales che manco un cantiere di periferia?
E dove sono finite le femmine?

A me piaceva Edwige.

(continua…)

METTI LA FRECCIA, CAZZO!

non sono otelma, come lo capisco dove minchia hai deciso di andare?!

quelli che “ciao, vado” e dopo 20 minuti sono ancora lì che cincischiano avanti e indietro indecisi sul da farsi o improvvsamente memori di mille urgenti impellenze dell’ultimo minuto di cui – chissà perchè – non si sono ricordati nelle tre ore precedenti.

già siamo obbligati a condividere lo stesso spazio, io, tu, il tuo alito da fumatore di merda, la tua igiene approsimativa, le tue chiacchiare insopportabili, il rumore disgustoso che produci mangiandoti le unghie e quel perenne gorgoglio mucoso da annegato che ti esce dalla gola ogni volta che parli (curati o muori!), adesso che hai deciso di farmi la grazia di sottrarmi la tua presenza, cazzo, fallo!

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